Portare il proprio bambino vicino a sé, con un supporto come fascia o marsupio, è un gesto che appartiene da sempre alla storia dell’umanità. Prima che esistessero passeggini e carrozzine, le madri di tutto il mondo hanno sempre portato i loro figli addosso: per muoversi, per lavorare, per proteggerli e, soprattutto, per stare insieme.
Oggi lo chiamiamo “babywearing” e ci sono mille possibilità diverse, ma il senso profondo resta lo stesso: tenere il bambino vicino, a contatto con il corpo del genitore, dove si sente al sicuro e dove può crescere sereno, permettendo al contempo all’adulto di spostarsi con grande praticità.
Se stai pensando di portare il tuo piccolo, o se sei solo curiosa o curioso di saperne di più, ecco 5 cose importanti da conoscere.
1.
Siamo fatti per portare
Il corpo del neonato è “programmato” per stare addosso a un adulto. Se ci fai caso, i suoi movimenti lo mostrano chiaramente: piega le gambine, si aggrappa con le manine, cerca il contatto con la pelle e il calore. È quello che si chiama “riflesso di prensione”: un istinto antico che favorisce la vicinanza.
Portare il bambino in fascia o marsupio risponde a questo bisogno primario. Lo aiuta a sentirsi al sicuro, a regolare la sua temperatura, il battito cardiaco, la respirazione. In pratica, ricreiamo l’ambiente accogliente del grembo.
2.
Il babywearing fa bene a bambini e genitori
I benefici sono tanti, e riguardano entrambi.
Per il bambino: più contatto, più calma, meno pianto, migliore qualità del sonno. Il portare favorisce anche lo sviluppo della muscolatura e dell’equilibrio.
Per i genitori: più libertà di movimento, le mani libere per occuparsi di altro, più vicinanza emotiva. Portare aiuta a rafforzare il legame e aumenta la fiducia nella propria capacità di accudire.
Molte mamme e papà mi dicono che la fascia è stata la loro “salvezza” nei primi mesi: un modo per calmare il piccolo senza sentirsi sopraffatti. Un modo per ritrovare quella fusione di corpi vissuta per 9 mesi e per alcune diadi questo è un bisogno particolarmente importante, soprattutto se il parto è stato vissuto con fatica.
3. Un buon posizionamento è fondamentale
Portare sì, ma nel modo giusto. Non basta infilare il bambino in un supporto qualsiasi: la sua posizione deve rispettare i bisogni del suo corpo in crescita.
Le regole principali sono:
- Schiena a C: leggermente arrotondata, come la naturale curvatura del neonato. Questo è possibile solo portandolo fronte-genitore. Non si portano MAI i bimbi fronte-mondo ne a culla.
- Gambe a M: ginocchia più alte del sederino, cosce ben sostenute fino al cavo del ginocchio.
- Bacino ben inclinato: il peso poggia sul sederino, non sui genitali o sulla colonna.
- Viso sempre visibile: mai coperto dal tessuto.
- Vie aeree libere: mento lontano dal petto, testa girata di lato, spazio per respirare.
- Altezza bacio: il bambino dovrebbe essere portato abbastanza in alto da poterlo baciare senza chinarti troppo.
Un buon supporto e una legatura adeguata fanno la differenza tra un portare confortevole e uno che può risultare scomodo o poco sicuro.
Anche per il genitore l’ergonomia è fondamentale, perché se il bimbo non è ben posizionato il portatore si troverà in una situazione di discomfort che lo farà desistere in breve tempo.
4.
Ci sono tanti supporti diversi
Quando si parla di portare, non esiste una sola soluzione. Le possibilità sono tante:
- Fascia lunga tessuta: versatile e adatta dalla nascita fino a bimbi grandi. Per utilizzarla occorre conoscere la legatura corretta. È spesso percepita come scomoda o ingombrante ma, una volta superato il timore iniziale, è estremamente confortevole sia per il portato che per il portatore.
- Fascia elastica: perfetta per i primissimi mesi, semplice e avvolgente. Spesso si preferisce perchè più leggera e apparentemente più domabile della fascia lunga. Di contro può essere utilizzata solo fino ai 5-7 kg perchè il tessuto cede eccessivamante con un peso superiore, rendendo la posizione non più ergonomica.
- Mei tai: un incrocio tra fascia e marsupio, più rapido da legare. Può essere una buona alternativa se regolabile, diversamente non può essere adatto in tutte le fasi di crescita.
- Marsupio ergonomico: pratico e veloce, adatto anche a bimbi più grandicelli. Le famiglie tendono a preferirlo ma una buona regolazione non è in realtà così scontata. Si può utilizzare dai 4/6 mesi circa, questo lo rende meno versatile. Il tessuto è meno avvolgente ma carico e scarico del bimbo possono essere sono effettivamente più rapidi.
La scelta dipende dall’età del bambino, dalle esigenze della famiglia, dall’occasione in cui il supporto viene utilizzato e anche dalla sensibilità personale. Ecco perché spesso è utile provare più soluzioni o farsi accompagnare da una persona esperta nel settore.
5.
Non sei sola: chiedere supporto fa la differenza
Quando aspettavo la mia bambina non vedevo l’ora di portarla. Mi sono informata e ho acquistato due supporti: una fascia elastica e una ring. Com’è andata a finire? Ho usato pochissimo entrambe! La prima perchè a 1 mese di vita pesava già 5,5kg ed il tessuto elastico cedeva, la seconda perchè non riuscivo a regolarla bene (e pensare che mi era parsa così semplice!) e, portando molto, non era un supporto adatto a noi in quanto scaricava il peso su una spalla sola. Siamo allora passate ad un marsupio, troppo presto, perchè non mi sono sentita di lanciarmi con la fascia lunga e perchè, da grande sportiva, avevo tanta voglia di riprendere a camminare tanto e presto. Mi è dispiaciuto non essermi data il tempo e l’opportunità di fare un percorso sul portare. E così ho scelto di diventare Istruttrice Portare i piccoli.
Se sei in gravidanza o hai un bimbo piccolino voglio dirti questo: è normale sentirsi impacciati, non saper realizzare subito una buona legatura o temere di sbagliare (anche se per motivi professionali conosci molto bene i bambini!).
Per questo esistono consulenze individuali o corsi sul portare: spazi in cui, con calma e senza giudizio, puoi provare, fare domande, sciogliere dubbi e soprattutto osservare e provare dal vivo i diversi supporti.
Non serve sentirsi necessariamente un “genitore ad alto contatto” o possedere fasce da abbinare ad ogni outfit. A volte può succedere che il tuo bimbo richieda una vicinanza fisica molto più intensa rispetto a ciò che ti aspettavi. Altre volte si scopre questo mondo perchè durante una vacanza o in certe occasioni ti rendi conto che il passeggino non lo puoi utilizzare. O ancora ti accorgi con sorpresa che portare ti consente di uscire con facilità anche sotto la pioggia, di occuparti anche di un altro figlio o della cena o di tante altre faccende mentre il piccolo dorme accoccolato a te. E allora avrai uno strumento in più a supportarti nell’essere genitore, con grande soddisfazione ed efficacia!
Portare è una splendida possibilità. Per i genitori ma anche per tutte le persone che si prendono cura dei piccoli (i nonni per esempio!).
È un gesto d’amore quotidiano che nutre la relazione, costruisce fiducia reciproca e dona al tuo bambino un posto privilegiato: il tuo cuore.
E se questo non bastasse ti consente di avere le mani libere pur tenendo il tuo bambino.
Se vuoi scoprire come portare in sicurezza e quale supporto può fare al caso tuo, puoi partecipare a un incontro dedicato al babywearing: un’occasione per provare con mano, ricevere consigli personalizzati e vivere la bellezza di questa esperienza in un ambiente accogliente.
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