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Portare i piccoli: 5 cose da sapere

Portare il proprio bambino vicino a sé, con un supporto come fascia o marsupio, è un gesto che appartiene da sempre alla storia dell’umanità. Prima che esistessero passeggini e carrozzine, le madri di tutto il mondo hanno sempre portato i loro figli addosso: per muoversi, per lavorare, per proteggerli e, soprattutto, per stare insieme. Oggi…

Portare il proprio bambino vicino a sé, con un supporto come fascia o marsupio, è un gesto che appartiene da sempre alla storia dell’umanità. Prima che esistessero passeggini e carrozzine, le madri di tutto il mondo hanno sempre portato i loro figli addosso: per muoversi, per lavorare, per proteggerli e, soprattutto, per stare insieme.

Oggi lo chiamiamo “babywearing” e ci sono mille possibilità diverse, ma il senso profondo resta lo stesso: tenere il bambino vicino, a contatto con il corpo del genitore, dove si sente al sicuro e dove può crescere sereno, permettendo al contempo all’adulto di spostarsi con grande praticità.

Se stai pensando di portare il tuo piccolo, o se sei solo curiosa o curioso di saperne di più, ecco 5 cose importanti da conoscere.


Il corpo del neonato è “programmato” per stare addosso a un adulto. Se ci fai caso, i suoi movimenti lo mostrano chiaramente: piega le gambine, si aggrappa con le manine, cerca il contatto con la pelle e il calore. È quello che si chiama “riflesso di prensione”: un istinto antico che favorisce la vicinanza.

Portare il bambino in fascia o marsupio risponde a questo bisogno primario. Lo aiuta a sentirsi al sicuro, a regolare la sua temperatura, il battito cardiaco, la respirazione. In pratica, ricreiamo l’ambiente accogliente del grembo.



3. Un buon posizionamento è fondamentale

Portare sì, ma nel modo giusto. Non basta infilare il bambino in un supporto qualsiasi: la sua posizione deve rispettare i bisogni del suo corpo in crescita.

Le regole principali sono:

  • Schiena a C: leggermente arrotondata, come la naturale curvatura del neonato. Questo è possibile solo portandolo fronte-genitore. Non si portano MAI i bimbi fronte-mondo ne a culla.
  • Gambe a M: ginocchia più alte del sederino, cosce ben sostenute fino al cavo del ginocchio.
  • Bacino ben inclinato: il peso poggia sul sederino, non sui genitali o sulla colonna.
  • Viso sempre visibile: mai coperto dal tessuto.
  • Vie aeree libere: mento lontano dal petto, testa girata di lato, spazio per respirare.
  • Altezza bacio: il bambino dovrebbe essere portato abbastanza in alto da poterlo baciare senza chinarti troppo.

Un buon supporto e una legatura adeguata fanno la differenza tra un portare confortevole e uno che può risultare scomodo o poco sicuro.

Anche per il genitore l’ergonomia è fondamentale, perché se il bimbo non è ben posizionato il portatore si troverà in una situazione di discomfort che lo farà desistere in breve tempo.



5.
Non sei sola: chiedere supporto fa la differenza

Quando aspettavo la mia bambina non vedevo l’ora di portarla. Mi sono informata e ho acquistato due supporti: una fascia elastica e una ring. Com’è andata a finire? Ho usato pochissimo entrambe! La prima perchè a 1 mese di vita pesava già 5,5kg ed il tessuto elastico cedeva, la seconda perchè non riuscivo a regolarla bene (e pensare che mi era parsa così semplice!) e, portando molto, non era un supporto adatto a noi in quanto scaricava il peso su una spalla sola. Siamo allora passate ad un marsupio, troppo presto, perchè non mi sono sentita di lanciarmi con la fascia lunga e perchè, da grande sportiva, avevo tanta voglia di riprendere a camminare tanto e presto. Mi è dispiaciuto non essermi data il tempo e l’opportunità di fare un percorso sul portare. E così ho scelto di diventare Istruttrice Portare i piccoli.

Se sei in gravidanza o hai un bimbo piccolino voglio dirti questo: è normale sentirsi impacciati, non saper realizzare subito una buona legatura o temere di sbagliare (anche se per motivi professionali conosci molto bene i bambini!).

Per questo esistono consulenze individuali o corsi sul portare: spazi in cui, con calma e senza giudizio, puoi provare, fare domande, sciogliere dubbi e soprattutto osservare e provare dal vivo i diversi supporti.

Non serve sentirsi necessariamente un “genitore ad alto contatto” o possedere fasce da abbinare ad ogni outfit. A volte può succedere che il tuo bimbo richieda una vicinanza fisica molto più intensa rispetto a ciò che ti aspettavi. Altre volte si scopre questo mondo perchè durante una vacanza o in certe occasioni ti rendi conto che il passeggino non lo puoi utilizzare. O ancora ti accorgi con sorpresa che portare ti consente di uscire con facilità anche sotto la pioggia, di occuparti anche di un altro figlio o della cena o di tante altre faccende mentre il piccolo dorme accoccolato a te. E allora avrai uno strumento in più a supportarti nell’essere genitore, con grande soddisfazione ed efficacia!

Portare è una splendida possibilità. Per i genitori ma anche per tutte le persone che si prendono cura dei piccoli (i nonni per esempio!). 

È un gesto d’amore quotidiano che nutre la relazione, costruisce fiducia reciproca e dona al tuo bambino un posto privilegiato: il tuo cuore.

E se questo non bastasse ti consente di avere le mani libere pur tenendo il tuo bambino.

Se vuoi scoprire come portare in sicurezza e quale supporto può fare al caso tuo, puoi partecipare a un incontro dedicato al babywearing: un’occasione per provare con mano, ricevere consigli personalizzati e vivere la bellezza di questa esperienza in un ambiente accogliente.

Cerca le date dei prossimi corsi di gruppo o contattami per una consulenza individuale!


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