Home » Guide gratuite » Come favorire un buon avvio dell’allattamento

Come favorire un buon avvio dell’allattamento

Mettiti comoda: l’allattamento è un viaggio che merita tempo, cura e fiducia. È nutrimento ma anche relazione, conoscenza, corporeità. Un modo intenso di stare e crescere insieme.

C’è una frase che dicono spesso le mamme che lo stanno sperimentando per la prima volta: “Pensavo fosse più facile, perché è naturale”. Se per naturale si intende che la norma biologica ha previsto questo per femmine e cuccioli di mammifero è vero: il nostro corpo può nutrire i nostri figli. Ma naturale non significa immediato o privo di difficoltà.

Per questo è importante prepararsi se si desidera allattare e la gravidanza è il momento migliore per farlo: puoi acquisire ora le informazioni che ti saranno utili nei momenti più delicati. Nella lettura di questo articolo troverai indicazioni utili, strumenti pratici ed anche una buona dose di supporto. Non sei sola, e se allattare ti sembra complicato, non significa che stai sbagliando. Significa solo che, come ogni percorso nuovo, richiede un po’ di tempo, pazienza e magari il supporto giusto.



Il potere del contatto pelle a pelle

Se posso darti un’immagine concreta da tenere a mente, è questa: appena puoi, tieni il tuo bambino nudo sul tuo petto nudo. Si chiama contatto pelle a pelle ed è uno dei gesti più potenti che puoi fare.

A contatto diretto con il tuo corpo il tuo piccolo sente il battito del cuore, il calore della tua pelle, l’odore familiare: questo lo calma e al contempo lo stimola verso la ricerca del seno. Questo momento non è solo poesia, è un gesto fondamentale per facilitare il bimbo nel regolare la sua temperatura corporea, ridurre lo stress, stimolare gli ormoni che aiutano il latte a fluire.

Probabilmente conoscerai o hai conosciuto il tuo bimbo così subito dopo la nascita. 

Se per qualche motivo non è stato possibile subito dopo il parto, puoi riproporre il pelle a pelle in qualunque momento, anche dopo ore, giorni o settimane: ogni volta che lo fai, porti beneficio a entrambi.

Un buon attacco e una buona posizione sono fondamentali

Molte delle difficoltà iniziali nascono da un attacco non ottimale. E la differenza la senti subito: un attacco corretto non dovrebbe farti male.

Come riconoscerlo?

  • La bocca del tuo bambino è ben aperta e prende anche l’areola, non solo il capezzolo.
  • Il mento è ben a contatto con il seno mentre il nasino resta libero.
  • Il labbro inferiore è estroflesso.
  • Dopo un paio di minuti in cui il bimbo succhia senza deglutire per stimolare il seno nell’emissione del latte, inizierà a farlo: osserverai mascella e mandibola in movimento e lo sentirai deglutire prima rapidamente e poi più lentamente.

Ci sono tante posizioni possibili: culla, culla incrociata, rugby, sdraiata sul fianco, semireclinata. Non esiste la “migliore” in assoluto, ma quella che per te e il tuo bambino è più comoda in quel momento.

Alcuni esempi: la posizione semireclinata (chiamata anche biological nurturing) è ottima perchè conferisce al bimbo molta stabilità sul corpo materno. Occorreranno solo 1 o 2 cuscini sotto la tua testa, in modo che tu sia comoda, ed il tuo bimbo poggiato prono su di te, con il suo corpo ben aderente al tuo. Può essere particolarmente utile in caso di difficoltà di attacco o nei primi giorni dopo il cesareo.

Anche la culla incrociata è un’ottima posizione da conoscere perchè facilita un attacco profondo guidato. Puoi realizzarla in questo modo: 

  • sostieni il tuo bimbo con il braccio opposto rispetto al seno a cui si attacca: seno sinistro – braccio destro e viceversa.
  • Appoggia il braccio su un cuscino affinchè sia sostenuto. Porta il tuo bimbo alla stessa altezza del capezzolo.
  • Se ti stai preparando ad allattare con il seno sinistro, sostieni il seno con la mano sinistra realizzando una presa a “U” tra pollice da una parte e le altre dita dall’altra.
  • Appoggia delicatamente la mano destra dietro alle orecchie e al collo del bambino, con indice e pollice dietro a ciascun orecchio. Il collo del bambino è quindi appoggiato tra il pollice e l’indice della tua mano, che sorreggono aiutando la testa, mentre il tuo palmo si trova tra le scapole del bambino.
  • Porgi il capezzolo all’altezza del suo naso in modo che, quando spalancherà la bocca, potrai avvicinarlo velocemente a te usando la mano che lo sostiene.

Attaccalo al seno ogni volta che chiede.

Per tanto tempo è stato detto che il bimbo “deve mangiare ogni tre ore”. In realtà, l’allattamento funziona meglio a richiesta: ogni volta che il tuo bambino mostra i primi segnali di fame.

Quali sono? Si muove con la testina come se cercasse, porta le manine alla bocca, estroflette la lingua, fa piccoli versetti. Il pianto è un segnale tardivo: se aspetti fino a quel momento, attaccarlo può essere più difficile.

Nei primi giorni può chiedere molto spesso, anche 8-12 volte in 24 ore. Non significa che il tuo latte non basta, ma che sta facendo esattamente quello che serve per avviare bene la produzione.

Alcuni bimbi sono più sonnolenti di altri: accade soprattutto nei prematuri, nei neonati di basso peso o in seguito ad una analgesia epidurale. In questo caso è molto importante rispettare non solo la richiesta ma fare un’offerta attiva, proponendo il seno spesso anche se il bimbo tenderebbe a dormire. Questo fa sì che la sua glicemia non si abbassi troppo e che il seno venga stimolato per produrre latte.


Crea il tuo spazio di serenità

Allattare non riguarda solo il seno: riguarda il vostro benessere. Se sei comoda, rilassata, se ti senti sostenuta, anche il latte scorre meglio e per il tuo bimbo sarà più semplice.

Puoi aiutarti così:

  • trova una posizione molto comoda e utilizza cuscini.
  • tieni vicino un bicchiere d’acqua, allattare fa venire sete;
  • chiedi una mano in casa, anche solo per un pasto pronto o una lavatrice in meno;
  • limita le visite se ti stancano: scegli pochi intimi, persone di fiducia con cui sei a tuo agio.

Ricordati che prendersi cura di un neonato richiede energie: non devi fare tutto da sola, e chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di cura verso te stessa e il tuo bambino. Allattare con questo buon sostegno potrà aiutarti a stare nella lentezza del puerperio concedendo al tuo corpo il giusto tempo per riposarsi dopo il parto.

Come capire se va tutto bene?

La domanda che mi fanno più spesso è: “Come faccio a sapere se prende abbastanza latte?”

Puoi osservare alcuni segnali:

  • i pannolini bagnati (almeno 5-6 al giorno dopo la prima settimana);
  • le feci che cambiano colore (da scure e dense diventano giallo senape e di consistenza cremosa. Dall’arrivo della montata dovresti osservarne almeno 3-4 al giorno);
  • un aumento graduale del peso dopo i primi giorni di calo fisiologico;
  • momenti di sonno tranquillo alternati a fasi di veglia.

Gli ostacoli più frequenti e come superarli

Spesso nei primi tempi si possono incontrare difficoltà, vediamone alcune:

  • Dolore all’attacco o ragadi: spesso legati a un attacco scorretto. Occorre rivedere la posizione e facilitare un attacco profondo.
  • Ingorgo mammario: il seno appare gonfio, duro e dolente. Allattare spesso, un massaggio delicato, applicare impacchi freddi dopo la poppata possono aiutare. Se la situazione persiste per più di 24 ore chiedi aiuto.
  • Sensazione di avere poco latte: è un timore molto comune. Ricorda che più il bambino succhia efficacemente, più latte produci. Se hai dubbi sulla tua produzione è importante valutare bene la poppata, la crescita del tuo bambino e la vostra storia di allattamento.
  • Bambino assonnato: il pelle a pelle, il cambio del pannolino, le compressioni del seno possono facilitare il tuo bimbo nella una suzione attiva.

Il ruolo del partner e della famiglia

Per un allattamento sereno il supporto è davvero fondamentale. Il partner, i nonni, gli amici possono fare moltissimo: se loro si prendono cura di te per te sarà più semplice prenderti cura del tuo bambino. A volte, il sostegno più prezioso è semplicemente credere in te e dirti: “Ce la stai facendo benissimo”.

Quando è il momento di chiedere aiuto?

Se provi dolore, se hai dubbi sulla quantità di latte, se senti che qualcosa non va nel vostro allattamento, il consiglio che ti do è: non aspettare troppo.

Spesso bastano pochi incontri con un’Ostetrica specializzata in allattamento, ancor meglio se IBCLC, per gestire al meglio queste situazioni.

Se non ti sei sentita di chiedere aiuto prima e ora la situazione ti sembra già piuttosto compromessa non esitare: chiedi aiuto e troverai il supporto che cerchi.

Se hai già fatto una consulenza con un professionista ma non hai trovato il supporto che cercavi o non hai risolto il problema che stai vivendo: chiedi un secondo parere.

Insieme possiamo osservare l’attacco, trovare quali posizioni possono aiutarti in base alla tua situazione, ti ascolto e ti accompagno senza giudizio verso i tuoi obiettivi.

Ogni mamma e ogni bambino hanno la loro storia: non esiste un modo giusto per allattare, valido per tutti. Esiste il vostro modo. E io sono qui per aiutarti a scoprirlo, passo dopo passo.

Se senti che potresti aver bisogno di una consulenza già a partire dalla gravidanza, non attendere: insieme possiamo trovare le strategie per rendere il vostro allattamento un’esperienza più serena e piacevole, anche quando sono previsti ostacoli.


Scrivimi

Puoi contattarmi attraverso il modulo qui sotto.
Rispondo personalmente alle vostre richieste dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15.